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lunedì, 09 giugno 2008

io divo

tu divi egli diva. sì sconvolgente nella sua classicità l'ultimo di Sorrentino. Premiatissimo e meritatissimo. Grande prova di regia e di squallore/cupezza nelle famose stanze dei bottoni. Ma ancora una volta il premio è alla regia. Che gioca con i meccanismi e con il potere. La sequenza col gatto uno dei minuti sognati dell'anno. Ovviamente eccezionale Servillo. Controaltare a Gomorra. In questi giorni di perdita di Risi, con questi due film vibranti che vagano nelle sale e nella bocca di tutti c'è da stare felici. Il cinema italiano non si è per fortuna ancora fottuto totalmente.

postato da rickdeckard, 16:35 | link | commenti (1)

lunedì, 26 maggio 2008

gomorra

che dire dopo i premi di cannes? direi solo che la camera di Garrone e` sensazionale per le sfocature e per la sua presa coloristica sul reale che va ben oltre il tragico. una delle camere piu` nichilistiche mai sperimentate e nel contempo quasi horror per la tensione che emana. neosensibilismo diceva qualcuno. devastante e per questo bellissimo.

postato da rickdeckard, 16:47 | link | commenti

martedì, 08 aprile 2008

le mie notti al mirtillo


l'ultimo di wong è una cosa che non ti aspetti. sì, ci sono i neon, e c'è la sua fotografia, i suoi colori caldi. ma tutto spostato in america. un'america di visioni filtrate dal suo sguardo così distante così (oggi) vicino. e riscopri come l'america sia essenzialmente un film ai nostri occhi. riscopri come basta una visione nuova a fartela vedere da un altro piano (come l'appena letto falling man di delillo).


il pdv di wong è quello della storia d'amore. come gran parte dei suoi film. visioni su visioni. storie che si intrecciano e che stavolta stupiscono per il finale. inevitabile l'happy ending.


lo sai già che alla fine ci sarà un bacio. uno dei baci meno sensuali ma più sentiti. un bacio appunto alla torta al mirtillo. quella torta che non è per niente americana. non è la apple pie della nonna. e non è nemmeno un muffin da 7/11. quella torta al mirtillo è il non detto, il tempo di attesa prima dell'amore.


nora jones inaspettata. forse è più la camera di wong che la riesce a ritrarre in modo fuori dalle righe. e poi l'attenzione maniacale alle musiche. come in 'in the mood...' questa volta ci si va di blues e di americana. in the mood for america. stupenda la scelta di cat power. che concede anche un breve cameo. prima di scomparire dal video e restare solo sotto forma di voce.


peccato per la traduzione infelice del titolo. che non voglio ricordare.

postato da rickdeckard, 09:21 | link | commenti (2)

giovedì, 10 gennaio 2008

Sè, Jiè

lussuria negli sguardi e nella camera di ang lee. un altro modo per dire che il cinema e` finzione. nella storia ambientata a Shanghai appena vista jeri sera. 156 minuti che passano troppo velocemente. riprese ravvicinate sugli occhi e sugli sguardi per indagare una delle storie di non-amore piu` belle mai viste. una cosa fatta di partite a mahjohng, giochi di sentimenti e segreti non detti ma rivelati dalla camera. che gia` dalla prima scena hai capito tutto.



ovviamente non puo` che essere un sacrificio totale. un sacrificio che coinvolge una politica senza ritorno. cospirazioni che cadono di fronte a un amore impossibile. l'amore di chi sa di aver perso gia` in partenza. attese e colpi di scena. le shot piu` violente non a caso combaciano. amore = morte. come se Peckinpah venisse a galla in oriente. improvvisamente rimescolato con la lezione di Wong Kar-Wai. e poi le ricostruzioni delle strade, dei teatri (film dentro il film scatola di sogno mai realizzato la rappresentazione dei giovani studenti contro l'oppressore nipponico), della gente. il primo grande film del 2008 (che poi era del 2007). crudo come la verita`. riflessione sulla fiducia e sulla (giusta) distanza. la scena dell'addio implicito quando lei canta a lui la canzone d'amore e` da olimpo.

postato da rickdeckard, 12:34 | link | commenti (1)

martedì, 11 dicembre 2007

la giusta camera

la giusta distanza è un film ben fatto. senza pretese. almeno così dopo 10 minuti che sei uscito dal cinema e che te ne vai a letto. poi invece ci ripensi il giorno dopo e la giusta distanza è proprio quella dell'obiettivo (che non è mai obiettivo). la giusta distanza dai fatti? no, è il fuoco. la giusta distanza dagli attori. l'essere sempre un'altra cosa. che poi già è definizione di cinema, no? insomma, un filmino bello. dopo un po' uno ci pensa e diventa teorico.

postato da rickdeckard, 13:36 | link | commenti (1)

giovedì, 06 dicembre 2007

taglio finale

finalmente. la fine della saga di montaggio più lunga della storia. dopo 25 anni ridley scott sforna questo nuovo montaggio di Blade Runner e aggiunge la musica. Dove la director's cut riempiva col silenzio qui si riempie con i pezzi di musica di Vangelis che non avevamo ancora sentito. uno spettacolo per gli occhi. attualissimo e veramente ancora cupo. scene memorabili: il bacio (uno dei più violenti della storia del cinema... Sean Young quando è stata girata la scena era veramente in lacrime per la violenza di Ford...), la mitica frase: 'Ho visto cose...', l'inseguimento e lo sparo attraverso i vetri della prima replicante, ... e qui l'elenco ci va di soggettiva.

Final cut definitiva. Io rimpiango ancora i monologhi della prima versione. In attesa del cofanetto che riunisce le tre visioni.

Sempre sul filo.

postato da rickdeckard, 15:12 | link | commenti (2)

venerdì, 30 novembre 2007

microzoom ultimatum

nell'ultimo Bourne c'e` un uso della camera (probabilmente il 90%) steady in movimento, quasi in errore, che spiazza per i microzoom che non risolvono. poi c'e` un montaggio perfetto. e delle scene d'azione che sfruttano questi due ingredienti in maniera eccelsa. non solo film d'azione dell'anno. ma anche uno dei film dell'anno. senza genere. sorpresa inconsueta. quello che era mancato all'ultimo clooney. in piu` citazione de l'atalante in coda.

postato da rickdeckard, 10:30 | link | commenti (2)

venerdì, 23 novembre 2007

packaging

ma e` veramente qualcosa di nuovo? la proposta del cavaliere sembra un restyling piu` che una vera nuova proposta. specchietto per allodole? staremo a vedere.

postato da rickdeckard, 17:48 | link | commenti

domenica, 21 ottobre 2007

baby jane

in questi giorni mi sta perseguitando. sono andato a ripescare il cd del best of di Rod. uno di quei cd della fine degli anni 80. dove trovavi scritte quelle indicazioni che oggi fanno solo ridere, per come siamo abituati a trattare i poveri ciddi`.

"The Compact Disc Digital Audio System offers the best possible sound reproduction on a small, convenient disc. Its remarkable performance is the result of a unique combination of digital storage and laser optics. For best results, you should apply the same care in storing and handling the Compact Disc as you would with conventional records. No cleaning is necessary if the Compact Disc is always held by its hedges and is replaced in its case directly after playing. If the Compact Disc becomes soiled by fingerprints, dust or dirt, it can be wiped (always in a straight line, from center to edge) with a clean and lint-free, soft, dry cloth. Never use a solvent or abrasive cleaner to clean the disc. If you follow these suggestions, the Compact Disc will provide a lifetime of listening enjoyment."

postato da rickdeckard, 12:57 | link | commenti

martedì, 16 ottobre 2007

machete

Mi viene in mente come anche ne 'Il Caimano' fosse proprio il film nel film la cosa piu` bella. Nell'ubertrash di Robert Rodriguez che supera e sbaraglia qualsiasi precedente Tarantino, si ha la sensazione che prima o poi qualcosa possa decadere, che la macchina non vada piu`. Invece fino alla fine (con il finale esplosivo e veramente ormai fuori da ogni possibile mdp) non si perde mai il ritmo. Film dell'anno per chi scrive. Perfezione trash. Da notare come ormai il cinema stia teorizzando l'errore. Nuova strada?

postato da rickdeckard, 16:43 | link | commenti