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martedì, 31 maggio 2005 chain[s]Sia al3sim che Zuck mi invitano a compilare una specie di questionario... Ma sì per stavolta va bene. postato da rickdeckard, 14:32 | link | commenti (7) lunedì, 30 maggio 2005 Star in guerra. Star WarsCome descrivere la guerra? Come sezionarla? Come interromperla? Con l'immagine. Con il falso. Come inevitabilmente falsa è la descrizione di/da ogni campo di battaglia. Impossibilità dell'istant(an)e(/o). Perchè già morto. Un film costruito sull'immagine. Un film [come tutti i film?] di immagini di guerra. In guerra con il cinema, in guerra con un complotto di cinema. Con una storia che deve essere così grave. Un film che conclude e forse riapre una saga. Una storia impressa nelle stelle. Fatta di sentimenti e di sensazioni semplici. Ma di spettacolo per gli occhi. Di meraviglioso. Di storie di guerra che si inseriscono nel fiabesco. Di fumettoso. Di macchine che parlano e che complottano [anche la mdp è un complotto, un bisbiglio contro il cinema che non può essere al di fuori della macchina, o meglio può non essere, può essere pura possibilità]. Di immagini che in fondo vanno oltre il campo o il controcampo. Piani che si intersecano. Più che di piani parlerei di layers. Di effetti speciali che costruiscono e sezionano lo schermo. Che sono in fondo la base di tutta la storia (anche di quella che verrà). Storia fatta e costruita su effetti speciali. Hegelianamente costruito su un dover essere, il racconto/film non può che andare così. La forza(/provvidenza o caso/fato?) trionferà alla lunga. E chi si astrae dai sentimenti la riesce a dominare. Per non cadere nel lato oscuro. Solo il saggio può quindi ri-uscire a far cinema. Uscendo dal piano. Essendo effetto speciale di se stesso. postato da rickdeckard, 10:42 | link | commenti (2) |