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giovedì, 10 gennaio 2008
lussuria negli sguardi e nella camera di ang lee. un altro modo per dire che il cinema e` finzione. nella storia ambientata a Shanghai appena vista jeri sera. 156 minuti che passano troppo velocemente. riprese ravvicinate sugli occhi e sugli sguardi per indagare una delle storie di non-amore piu` belle mai viste. una cosa fatta di partite a mahjohng, giochi di sentimenti e segreti non detti ma rivelati dalla camera. che gia` dalla prima scena hai capito tutto.
ovviamente non puo` che essere un sacrificio totale. un sacrificio che coinvolge una politica senza ritorno. cospirazioni che cadono di fronte a un amore impossibile. l'amore di chi sa di aver perso gia` in partenza. attese e colpi di scena. le shot piu` violente non a caso combaciano. amore = morte. come se Peckinpah venisse a galla in oriente. improvvisamente rimescolato con la lezione di Wong Kar-Wai. e poi le ricostruzioni delle strade, dei teatri (film dentro il film scatola di sogno mai realizzato la rappresentazione dei giovani studenti contro l'oppressore nipponico), della gente. il primo grande film del 2008 (che poi era del 2007). crudo come la verita`. riflessione sulla fiducia e sulla (giusta) distanza. la scena dell'addio implicito quando lei canta a lui la canzone d'amore e` da olimpo.
postato da rickdeckard, 12:34 | link | commenti (1)
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